Lo scorso giovedì, 24 febbraio 2022, con l’aggravarsi delle tensioni tra Russia e Ucraina, l’oro ha subito un’inversione di tendenza sfondando i 1850 $/oz. Da qui si è innescato un vero e proprio rally, che lo ha portato nel giro di poco oltre i 1900 $. Ieri - 9 marzo 2022 - il prezzo dell’oro ha superato la resistenza chiave posta a 2000 dollari, puntando al massimo storico raggiunto per la prima volta ad agosto 2020 durante la pandemia.

L’invasione dell’Ucraina si sarebbe inserita in uno scenario già complesso: la ripresa economica globale, che nel 2021 è stata più veloce del previsto, ha fatto aumentare la richiesta di materie prime e semilavorati. Alla domanda però non è corrisposta una crescita adeguata dell'offerta, a causa dei disordini nella catena globale del valore dati da rallentamenti e restrizioni. Questo ha portato a un marcato aumento di prezzi, arrivati a valori record con l’inasprirsi poi del conflitto.

Petrolio e gas: gli effetti delle sanzioni

Entrambe le quotazioni avevano superato i 100 $ lo scorso giovedì 3 marzo, dopo l’invasione da parte della Russia. Queste poi si sono abbassate nella giornata successiva, quando i provvedimenti Usa hanno inizialmente escluso sanzioni verso il sistema energetico Russo: inizialmente, l’interruzione dell’offerta sembrava da escludersi.

Con l’adozione delle sanzioni verso la Russia, però, le pressioni su petrolio e gas sono aumentate e così i prezzi, che si sono fatti sempre più alti.

Nello specifico, il gas naturale europeo è balzato dopo che un altro round di misure contro la Russia ha alimentato le preoccupazioni per la carenza di energia. La decisione poi di escludere le banche russe dal sistema di messaggistica interbancario Swift avrebbe – secondo John Kilduff, partner di Again Capital – aumentato le difficoltà nella vendita di petrolio russo in questo momento.

Oro e volatilità

Alle 8,50 di oggi - giovedì 10 marzo 2022 - il metallo giallo è quotato a 1980 $. L’attuale volatilità - generata dal contesto geopolitico attuale – ha portato l'oro a scivolare sotto i 2000 $ conquistati. Secondo gli analisti, questo non escluderebbe in ogni caso un rialzo del prezzo nell'arco della settimana se gli accordi di pace non dovessero andare a buon fine. 

 

 

Fonti:

  • Money.it
  • Fxempire.it
  • Investing.com
  • Repubblica.it