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L’oro prende il volo oltre $4.180
Il metallo giallo torna a ruggire sui mercati finanziari. Spinto dal riaccendersi della domanda di beni rifugio e dalle nuove pressioni inflazionistiche statunitensi (con un CPI schizzato al 3,7%), l’oro ha superato la soglia chiave dei 4.180 dollari per troy ounce (~120 €/grammo).
I recenti scossoni sui mercati azionari e le incertezze sulle prossime mosse delle banche centrali hanno scatenato una vera e propria corsa verso la protezione del capitale. Nonostante il consolidamento seguito al massimo storico di inizio anno, la spinta rialzista si confermando solidissima. Gli analisti monitorano con attenzione il livello di resistenza verso quota 4.200$.
[Fonte: XTB Market Analysis]
L’Oro a 4.100$/oz tra ridimensionamento e nuovi rally
Dopo aver infranto ogni record storico a inizio anno sfiorando i 5.600 dollari l’oncia, l’oro si attesta oggi attorno ai 4.100–4.200 dollari. A frenare la corsa record è stato il balzo dei rendimenti dei Treasury USA e un dollaro tonico, che hanno spinto molti investitori a monetizzare i profitti. Tuttavia, non si parla affatto di sgonfiamento: gli analisti di JP Morgan e delle principali banche d’affari vedono la correzione attuale come una pausa fisiologica e mantengono i target di fine anno verso i 6.000 dollari. A fare da scudo a qualsiasi crollo verticale restano la forte domanda fisica delle banche centrali dei mercati emergenti — intenzionate a de-dollarizzare le proprie riserve — e un quadro geopolitico frammentato che mantiene altissima la richiesta del lingotto come bene rifugio supremo.
[Fonte: J.P. Morgan]
Oro in fase di consolidamento: gli investitori valutano le mosse della Fed e i dati sull’inflazione USA
Seduta all’insegna della cautela per l’oro, che scambia in area 4.110 – 4.120 dollari l’oncia. Dopo una prolungata fase di rally e il raggiungimento dei recenti massimi storici, il metallo prezioso registra un lieve ritracciamento contenutissimo (-0,3%), stabilizzandosi in un canale d’attesa. La cautela degli operatori si concentra principalmente sull’attesa delle prossime rilevazioni relative all’inflazione USA (CPI) e sulle indicazioni relative al costo del denaro. La prospettiva di tassi di interesse elevati per un periodo più prolungato del previsto (ipotesi “higher for longer”) aumenta il costo opportunità di detenere un asset privo di rendimento cedolare come l’oro.
[Fonte: Sterlina Oro]
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