Nuovo dietrofront di Donald Trump. Proprio quando le tensioni con l’Iran sembravano sul punto di degenerare, il tycoon ha annunciato la sospensione dell’operazione Project Freedom. Uno stop alla missione pensata per consentire il transito alle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, attualmente sotto il controllo iraniano. Si cerca la tregua.
Il dollaro accusa il colpo e scende vicino ai minimi pre-conflitto, ma secondo le stime è ancora sopravvalutato di circa il 20%. Il grafico che segue traccia l’andamento del dollaro dall’inizio del 2026 – da notare il rafforzamento della valuta nei periodi più caldi del conflitto, e la discesa che accompagna l’allentamento delle tensioni.
Nonostante l’oro abbia subìto un brusco ribasso, scivolando da un massimo di $5.500 a $4.100 l’oncia in poche settimane, gli esperti restano orientati al rialzo. Dietro i recenti ribassi ci sarebbe infatti l’aumento dei tassi reali e un dollaro più forte, ma la distensione dei rapporti tra USA e Iran ha spinto il metallo prezioso di nuovo sopra quota $4.700 l’oncia. Le potenzialità dell’oro sono da ricercarsi proprio nella debolezza del biglietto verde, che i deficit fiscali degli Stati Uniti manterranno sotto pressione nel medio periodo. Di contro, l’incertezza legata al caro energia è destinata a ostacolare il prezzo del bene rifugio fino allo sblocco dello stretto di Hormuz (per approfondire la correlazione tra oro e petrolio, rimandiamo al nostro articolo Oro: cosa succede nel mercato e in che modo il conflitto influenza il prezzo).
Il prezzo del greggio è crollato di oltre il 7% dopo le notizie sui progressi nei negoziati, sebbene gli investitori rimangano cauti in attesa dei prossimi colloqui. Nel frattempo, la discesa del petrolio ha momentaneamente allontanato il timore di uno shock inflazionistico prolungato nel tempo, con conseguenti perdite nei rendimenti dei Treasury statunitensi. Cresce così l’appetito per l’oro, che non genera rendimenti.
Il grafico sottostante mostra l’andamento del metallo prezioso negli ultimi sette giorni:
In salita anche l’argento spot, che grazie al miglioramento del sentiment globale guadagna il 2,6% e raggiunge quota $79,31 l’oncia. Anche le prospettive legate al metallo bianco restano rialziste, soprattutto in caso di consolidamento del prezzo sopra $76 l’oncia. Il prossimo scoglio è il superamento della resistenza psicologica di $80 l’oncia: traguardo che, se raggiunto, sposterebbe il prossimo obiettivo ai massimi raggiunti a metà marzo ($84,03 l’oncia).
Fonti:
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