Dopo aver raggiunto un massimo storico di $5.595 l’oncia alla fine di gennaio, l’oro è entrato in una profonda fase correttiva, perdendo guadagni intraday pari a circa il 25% nel mese di marzo. La correzione dell’oro del 2026 ha avuto diverse cause, prima fra tutte l’utilizzo del metallo come fonte di liquidità da parte di molti investitori in un contesto di incertezza globale. Determinante anche la politica monetaria restrittiva imposta per contrastare l’inflazione legata al caro energia, subentrata allo scenario di attesa di un taglio dei tassi d’interesse.
Nonostante il prezzo dell’oro abbia subìto una correzione significativa a partire da marzo 2026 è importante sottolineare che i fondamentali a sostegno del bene rifugio rimangono invariati sul medio-lungo periodo. La situazione geopolitica incerta mantiene attivo l’interesse degli investitori verso gli asset rifugio, tra i quali l’oro va rafforzando la sua presenza in maniera strutturale.
Banche centrali: la domanda di oro resta sostenuta
Resta sostenuta la domanda di oro delle banche centrali, che nonostante la liquidazione delle posizioni in oro da parte di alcuni Paesi (Azerbaigian, Turchia, Russia) hanno aumentato le proprie riserve di 244 tonnellate nel solo primo trimestre dell’anno.
La Polonia, in particolare, rimane fissa nel suo obiettivo di raggiungere le 700 tonnellate entro la fine dell’anno – attualmente, le scorte del Paese ammontano a circa 600 tonnellate.
Nel corso del 2025 l’oro ha ufficialmente superato i Treasury statunitensi nelle riserve ufficiali, passando dal 20% di fine 2024 al 27%. I titoli di Stato USA hanno subìto una riduzione del 22%, a dimostrazione dell’atteggiamento prudenziale da parte delle banche a fronte di uno scenario geopolitico instabile.
Oro nel breve periodo: un consolidamento fisiologico
Più incerto il quadro nel breve periodo, dove si evidenzia una fase di consolidamento fisiologica dell’oro a seguito di tre anni consecutivi di rialzi:
- 2023: +13,1%
- 2024: +27,2%
- 2025: +64,6%
Da non sottovalutare il già menzionato aumento dei rendimenti obbligazionari, che inficiano negativamente sul metallo prezioso. La parentesi correttiva degli ultimi mesi non rappresenta quindi un’inversione di tendenza dell’apprezzamento dell’oro, quanto piuttosto un’opportunità di investimento in prossimità dei livelli di supporto tecnico.

Livelli tecnici dell’oro: supporto e resistenza
Le quotazioni oro si mantengono sopra la soglia critica di 4.300 dollari l’oncia: finché questo supporto non verrà infranto, il trend di medio periodo resterà rialzista. All’estremo opposto si colloca una resistenza a 4.833 dollari l’oncia, livello che corrisponde all’area statica da cui si è avviata la spinta ribassista di fine gennaio.
Fonte: https://www.mps.it/static/upload/oro/oro_focus_giugno-2026.pdf




