Quotazioni ORO (Gold)
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Giacimenti auriferi: qual è la situazione e come è destinata ad evolversi

Mondo dorato puramente decorativo

Metallo affascinante, luminoso, dotato – secondo gli antichi popoli- di caratteristiche divine, asset strategico ai giorni nostri per proteggere il capitale dalla svalutazione.  L’oro nel corso dei millenni ha modificato il suo rapporto con la nostra specie, senza mai interromperlo. Da oltre 6.000 anni l’uomo scandaglia i fiumi e la terra alla ricerca del più nobile tra i metalli, inventando tecniche sempre nuove per individuarlo, raccoglierlo, lavorarlo. 

E questo ci porta alla domanda di oggi: quanto metallo custodiscono ancora le arterie del nostro pianeta? 

L’oro, si sa, è un bene finito e impossibile da imitare, copiare, riprodurre artificialmente in laboratorio. Le sue origini sono ancora oggetto di dibattito, ma non c’è dubbio che non abbiano nulla di “terrestre”. L’ipotesi più accreditata, soprattutto a seguito di uno studio condotto nel 2017, parla di collisione tra due stelle di neutroni: nuclei di astri collassati tanto densi che un solo cucchiaino del materiale che li compone peserebbe, sulla terra, fino a un miliardo di tonnellate. L’enorme densità di neutroni derivante dallo scontro tra questi giganti del cielo sarebbe tale da creare oro, platino e altri elementi pesanti. Tuttavia, questi fenomeni sarebbero avvenuti troppo tardi nella cronologia cosmica per spiegare la formazione dell’oro nelle ere più antiche dell’universo. 

Una seconda ipotesi vorrebbe l’oro originato nel cuore delle supernove, i cui nuclei fungerebbero da fucina per svariati metalli pesanti – incluso l’oro. Ma stelle di una magnitudo così ampia da rendere possibile tale processo sono eccezionalmente rare: le poche esistenti sono così vaste che al momento della morte si trasformano in buchi neri – che finirebbero inevitabilmente per risucchiare l’oro.

Quale che sia l’origine del bene prezioso, questi immensi corpi celesti lo avrebbero disperso nell’universo sotto forma di detriti che si sarebbero poi aggregati per formare i pianeti. La Terra è dunque presumibilmente ricca di oro nel nucleo e nei suoi strati più interni, ma grazie ai fenomeni sismici e vulcanici e ai bombardamenti di meteoriti – contenenti anch’esse quantità più o meno consistenti di metallo giallo-, anche la superficie del pianeta ne dispone. E questo è il solo oro che possiamo ambire a raggiungere.

Diamo un’occhiata all’immagine che segue:

ground stock

Le stime più veritiere riguardo la quantità di oro estratto nel corso della storia indicano 219.890 tonnellate, di cui circa due terzi dal 1950 in poi.

Se ogni singolo grammo di oro estratto venisse collocato l’uno accanto all’altro, il cubo risultante misurerebbe appena 22 metri per lato: un volume estremamente ridotto per un metallo tanto prezioso e ricercato, e con una storia così antica. Considerando poi che l’oro è virtualmente indistruttibile, dobbiamo dare per scontato che il metallo estratto fino ad oggi esista ancora in qualche forma. 

A partire dagli anni 2000 abbiamo assistito a una diminuzione delle risorse disponibili, a causa della scarsità di nuovi giacimenti scoperti. Le riserve attuali ammonterebbero a circa tre miliardi di once, che ai ritmi attuali sarebbero sufficienti a sostenere circa 25 anni di produzione. Tra queste risorse è opportuno fare tre ulteriori distinzioni:

  • Riserve estraibili, ancora presenti nel sottosuolo
  • Riserve geologicamente identificate, la cui redditività economica è in corso di valutazione
  • Una quota marginale della produzione passata, già estratta, che rappresenta una frazione trascurabile del totale

A complicare la situazione si registra una forte riduzione degli investimenti nell’esplorazione mineraria, con un crollo del budget destinato al settore 15% nel 2023 e di un ulteriore 7% nel 2024 – nonostante l’aumento del prezzo dell’oro. 

 

total gold in major discoveries

 

Dal grafico, che mostra l’analisi annuale di S&P Global Community, è possibile evincere che tra il 1990 e il 2024 sono stati individuati 353 giacimenti contenenti (approssimativamente) 3 miliardi di once tra riserve disponibile, riserve geologicamente identificate e residui di produzione passata. L’aumento totale ammonterebbe al 3% e sarebbe pari a 82 milioni di once – la precedente analisi condotta nel 2024 identificava 350 giacimenti, contenenti 2,89 miliardi di once d’oro. 

In che modo la capacità mineraria impatta il prezzo dell’oro? Negli ultimi vent’anni, il bene rifugio ha dimostrato una correlazione negativa con il ritmo delle nuove scoperte. Bisogna tenere presente che il tempo necessario per rendere una miniera operativa è di circa dieci anni;per questo, la scarsità di nuovi giacimenti identificati potrebbe aver contribuito all’incremento dei prezzi del metallo nobile.

Non potendo attingere da nuovi siti, si mira all’espansione di quelli attualmente esistenti. Nel 2024 l’80% della spesa per l’esplorazione è stata destinata a miniere già attive: del resto, anche Paesi storicamente all’avanguardia nell’identificazione di giacimenti auriferi, come Stati Uniti e Canada, stanno subendo una drastica riduzione della loro capacità di aprire nuove frontiere. Dal canto suo la Cina si è già dedicata all’esplorazione di nuove regioni, ma nonostante una produzione interna significativa rimane sostanzialmente un importatore netto di oro. 

Nonostante il forte aumento del prezzo dell’oro, le società minerarie non sembrano al momento intenzionate ad aumentare il budget per la ricerca di nuovi giacimenti.

I costi di esplorazione, di estrazione e di messa in produttività di un sito minerario continuano a scoraggiare la ricerca – senza contare le normative sempre più severe, la crisi energetica, le pressioni inflazionistiche.

Le miniere operano in questo momento in un contesto di sostanziale stabilità tra domanda e proposta, ma se la tendenza degli ultimi anni dovesse continuare finirebbe inevitabilmente con il modificare la struttura stessa dell’offerta: attualmente, infatti, il mercato dell’oro lavora a un ritmo di quasi 5.000 tonnellate di metallo l’anno.

Fonti:

Geopop

Gold.org

Goldbroker

Media Inaf

Passione astronomia

 

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