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Oro si stabilizza grazie a report su occupazione USA debole
Prezzi stabili nelle negoziazioni odierne a seguito della pubblicazione del report sull’occupazione negli Stati Uniti. I risultati scoraggianti hanno controbilanciato le pressioni inflazionistiche e il timore di un rialzo dei tassi d’interesse nel corso della riunione della Federal Reserve, prevista per settimana prossima. Il prezzo dell’oro è stabile intorno a quota $4.075 l’oncia.
[Fonte: Market screener]
Conflitto in Medio Oriente e ripercussioni sull’oro: metallo in calo del 2%
Continua a correggersi il prezzo del bene rifugio, pressato dagli attacchi USA-Iran in risposta all’abbattimento di un elicottero militare statunitense. Sotto shock i mercati globali, in aumento il dato legato al rischio inflazionistico. A pesare sull’oro è soprattutto il timore che la Fed riveda al rialzo i tassi di interesse: eventualità negativa per il metallo giallo, che non paga interessi.
[Fonte: Investing.com]
Oro poco mosso nelle negoziazioni odierne: prezzo ancora sopra $4.300 l’oncia
Il complesso quadro geopolitico continua a pesare sul bene rifugio, complice l’incremento del prezzo del petrolio e la solidità del mercato del lavoro USA. La Banca Centrale Statunitense (Fed) resta aggressiva, con i mercati che ipotizzano un un ulteriore rialzo dei tassi d’interesse entro dicembre. Resta probabile che il ribasso degli ultimi giorni venga seguito da una fase di consolidamento e da un successivo recupero, come accaduto in passato. Nelle ultime 10 occasioni simili a quella che stiamo vivendo, infatti, la performance dell’oro ha avuto una svolta positiva nel 70% dei casi.
[Fonte: Investing.com]
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