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Oro, banche centrali e geopolitica: cosa muove il prezzo nel 2026

Pila di barre d'oro da fusione su uno scaffale d'acciaio, davanti alla porta circolare di un caveau socchiusa. Immagine generata con AI

Il 26 gennaio 2026 l’oro ha superato per la prima volta i 5.000 dollari l’oncia. In euro il massimo dell’anno è arrivato il 3 marzo: circa 4.585 euro l’oncia. Da lì è sceso, e a metà ottobre si muove tra 4.100 e 4.200 dollari, circa 3.750 euro. In sette mesi ha perso circa il 18%. Il grafico da solo non spiega questi movimenti. Contano tre fattori, che spesso tirano in direzioni opposte: tassi e dollaro, acquisti delle banche centrali, tensioni internazionali. Li vediamo uno alla volta.

Tassi e dollaro: il freno

L’oro non paga cedole né dividendi. Quando i tassi d’interesse reali, cioè i rendimenti al netto dell’inflazione, sono alti, chi tiene oro rinuncia a un rendimento che potrebbe avere altrove. È il “costo opportunità”. Anche un dollaro forte tende a pesare, perché l’oro si quota in dollari. Vale anche al contrario: quando i dati sull’economia americana deludono, l’oro tende a salire. Venerdì 9 ottobre è salito a 4.188 dollari, +1,3% in giornata. Quel giorno l’Università del Michigan ha pubblicato la fiducia dei consumatori americani a 46,3, sotto i 47,6 attesi, con le attese d’inflazione a un anno salite dal 4,6% al 4,7%. Dati così riaprono il dibattito sulle prossime mosse della Federal Reserve, e l’oro reagisce.

Le banche centrali comprano

Il sostegno più costante arriva dalle banche centrali. Secondo il World Gold Council ne hanno comprate circa 1.000 tonnellate l’anno nel 2022, nel 2023 e nel 2024 (1.092 nel 2024), e 863 nel 2025. È meno dell’anno prima, ma quasi il doppio della media 2010-2021 (473 tonnellate). Gli acquisti continuano. Ad agosto 2026 gli acquisti netti dichiarati sono stati 39 tonnellate, 170 da inizio anno. In testa ci sono:

  • Cina: 20 tonnellate ad agosto, ventiduesimo mese di fila;
  • Polonia: 8 tonnellate ad agosto e 98 nell’anno, per un totale di 648 tonnellate e un obiettivo dichiarato di 700;
  • Uzbekistan: 8 tonnellate;
  • Repubblica Ceca: compra da 42 mesi consecutivi.

Non tutti comprano: la Russia ha venduto 6 tonnellate ad agosto, 56 da inizio anno.

Perché comprano? Per due ragioni. La prima è diversificare le riserve e dipendere meno dal dollaro. La seconda è che l’oro custodito nei propri caveau non è un debito di nessuno: non ha rischio di controparte e non può essere congelato da sanzioni decise all’estero.

Il ruolo di bene rifugio

I picchi del prezzo coincidono spesso con momenti di tensione internazionale. Il record di gennaio è arrivato in settimane di scontro sui dazi americani e di attriti tra Stati Uniti e alleati NATO sulla Groenlandia. Quando le borse diventano nervose, una parte degli investitori sposta denaro sull’oro.

Storicamente l’oro è stato usato come riparo dalle crisi sistemiche, quelle che colpiscono tutto il mercato insieme. Questo non lo mette al riparo dai ribassi, e quest’anno lo dimostra: dal massimo di marzo il prezzo in euro ha perso circa il 18%.

Cosa cambia nel modo di comprare e custodire

Il mercato sta cambiando anche nel modo in cui si compra e si custodisce l’oro.

  • Tokenizzazione. Alcuni operatori emettono token digitali legati a lingotti fisici, che permettono di comprarne frazioni. Prima di sceglierli conviene chiedersi chi custodisce il metallo, dove, e se si ha diritto a ritirarlo.
  • Tracciabilità. Chi compra oro può chiedere da dove viene. Le raffinerie rispondono con protocolli di due diligence sulla filiera, contro riciclaggio e lavoro illegale nelle miniere. Italpreziosi applica la LBMA Responsible Gold Guidance, con verifica di una terza parte indipendente, ed è certificata RJC Chain of Custody. Le politiche di approvvigionamento sono consultabili sulla piattaforma Chain of Information.

In sintesi

Tassi reali alti e dollaro forte frenano l’oro; dati deboli sull’economia USA tendono a sostenerlo. Le banche centrali comprano a ritmi alti da quattro anni: 863 tonnellate nel 2025, 170 nei primi otto mesi del 2026 secondo i dati dichiarati. I picchi coincidono spesso con tensioni internazionali, ma il prezzo resta volatile: dal massimo di marzo ha perso circa il 18% in euro.

Se vuoi capire come funziona l’oro da investimento, dai formati alla custodia, trovi tutto nella nostra Guida all’oro.

L’oro da investimento è soggetto a oscillazioni di prezzo. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. Il presente contenuto ha scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria. Italpreziosi S.p.A. è iscritta nel registro OAM degli Operatori Professionali in Oro con codice OPO303.

Fonti

  • World Gold Council, Central bank gold statistics, agosto 2026 (6 ottobre 2026): gold.org
  • World Gold Council, Gold Demand Trends Full Year 2025, Central banks: gold.org
  • Kitco, 9 ottobre 2026: kitco.com
  • Bernama, 26 gennaio 2026, oro sopra i 5.000 dollari: bernama.com

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