Quotazioni ORO (Gold)
Spot (Eur/gr) BID: 78,17 ASK: 78,31 (Usd/oz) BID: 78,17 ASK: 78,31
Fixing (Eur/gr) AM 12.05: 2.432,500 PM 12.05: 2.431,890 (Usd/oz) AM 12.05: 2.432,500 PM 12.05: 2.431,890
Quotazioni ARGENTO (Silver)
Spot (Eur/gr) BID: 78,17 ASK: 78,31 (Usd/oz) BID: 78,17 ASK: 78,31
Fixing (Eur/gr) 12.05: 2.432,500 (Usd/oz) 12.05: 2.432,500

Bene rifugio in caduta libera: l’oro ha perso il suo appeal?

Primo piano di uno schermo di trading digitale che mostra un grafico a candele con candele rosse e verdi, una media mobile rossa discendente e un indicatore oscillatore arancione nella parte inferiore. Il grafico illustra un trend ribassista seguito da una fase di consolidamento e un possibile recupero.

Mattinata fredda per il bene rifugio per eccellenza, che ha aperto la settimana con un crollo vertiginoso. La perdita è a due cifre: -14,9% in sette giorni, sfiorando oggi la soglia minima di $4.152 l’oncia (circa €115,47 al grammo). Un affanno, quello del metallo giallo, che va avanti da ben quattro settimane.

Nei prossimi paragrafi cercheremo di  individuare le cause dietro l’incertezza dell’oro, che dopo le recenti performance stellari sembra tornare “coi piedi per terra”.

 

Il conflitto in Medio Oriente: pesa il rischio inflazione

La causa principale dietro alla perdita di valore del bene rifugio è da ricercarsi nelle terre mediorientali, martoriate dai bombardamenti del recente conflitto. Nonostante i segnali positivi annunciati da Trump in tema di colloqui USA/Iran, il timore di una crescita dell’inflazione spinge le principali economie a ricercare liquidità. Energia, più che metalli preziosi. Rallenta la domanda di bene rifugio, con gli investitori che tentano di coprire altre perdite all’interno del portafoglio. Ecco quindi che l’oro diventa il compensatore ideale per le minusvalenze accumulate su azioni e obbligazioni.

Neanche l’argento è immune dal panico da shock energetico: in una settimana, il metallo bianco ha ceduto circa il 19,8%. I grafici sottostanti mostrano l’andamento di oro e argento degli ultimi giorni, rispettivamente dal 13 e dal 17 marzo:

Grafico a linea che mostra il prezzo dell'oro in USD per oncia nell'arco di 7 giorni, dal 13 al 20 marzo 2026. Il prezzo è sceso bruscamente da un massimo di $5.019,34 a un minimo di $4.491,75, con un calo di $527,59 pari al 10,51%.

 

Grafico a candele orario del prezzo spot dell'argento in USD dal 17 al 24 marzo 2026. Il grafico mostra un forte calo da circa $80 fino a un minimo di circa $62, seguito da un parziale recupero a circa $69,44, ultimo valore registrato.

 

Tassi invariati da Fed e BCE

Anche le banche centrali di Stati Uniti e Europa tarpano le ali dell’oro, mantenendo invariato il costo del denaro. Che il caro energia finirà per infiammare i prezzi è ormai quasi scontato: una prospettiva che basta ad azzerare qualsiasi speranza di un taglio dei tassi d’interesse da parte dei principali istituti di credito. 

In uno scenario di rapido aumento del costo della vita le banche centrali tendono a non intervenire al ribasso sui tassi d’interesse, incoraggiando così la popolazione a risparmiare e a ridurre le spese. Gli asset che non generano un reddito annuo aggiuntivo – tra cui l’oro-, tendono quindi a perdere appeal agli occhi degli investitori. 

 

Il rimbalzo di metà mattinata dopo la tregua annunciata da Trump

Dopo un’apertura disastrosa, il recupero. Verso mezzogiorno il presidente degli Stati Uniti ha annunciato lo spiraglio di una tregua con Teheran: cinque giorni di stop a qualsiasi attacco militare ai danni delle centrali elettriche e delle infrastrutture energetiche iraniane. 

Oro e argento hanno reagito con una discreta inversione di tendenza, portando a casa un guadagno rispettivamente del 3,44% e del 6,71%

Questa mattina l’oro aveva azzerato i traguardi maturati da inizio anno (-8,4%); discorso analogo per l’argento, che in un solo giorno aveva perso il 10,7%. 

 

L’oro ha smesso di brillare?

Per il bene rifugio per eccellenza, il 2025 è stato l’anno dei record. Quasi il 70% maturato in dodici mesi, aprendo la strada a un – necessario – periodo di consolidamento. Gli analisti avevano individuato nel 2026 un intervallo di oscillazione compreso tra $4.500 e $5.500. Del resto, in un mercato continuamente scosso da conflitti e crisi macroeconomiche, il minimo che gli investitori possono aspettarsi è una volatilità diffusa.

Se i timori delle banche centrali dovessero rivelarsi fondate e l’inflazione tornare a crescere i tassi reali sarebbero verosimilmente spinti al ribasso, sostenendo il prezzo dei metalli preziosi. I periodi di consolidamento – come quello che stiamo vivendo- non rappresentano quindi un’inversione di tendenza, né minano la credibilità dell’investimento in oro fisico. Al contrario, una fase fisiologica di assestamento potrebbe rafforzare nel medio-lungo periodo il ruolo del metallo giallo come bene rifugio.

 

Fonti:

Prezzo oro oggi Tg24 Sky

Repubblica_perchè il prezzo dell’oro sta crollando 

Ansa_rimbalzano oro e argento dopo la tregua annunciata da Trump

Rai News_Ultimatum di Trump Hormuz

Milano Finanza

 

 

 

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