Pechino si prende un periodo di pausa dopo 18 mesi di acquisti compulsivi di metallo giallo, con l’immediato decremento del prezzo come conseguenza.
Difficile credere che la febbre dell’oro abbia abbandonato il dragone in via definitiva: l’interesse della Cina a mantenere un andamento relativamente poco lineare, unito a uno scarso 5% delle riserve che il gigante asiatico ha destinato all’oro fisico, fa pensare che si tratti di un rallentamento provvisorio.
Il prezzo dell’oro è momentaneamente sceso a 2.316 dollari,con un ribasso del 2,53%

Un calo dovuto in parte anche alla pubblicazione dei dati occupazionali statunitensi, migliori del previsto, che insieme all’attuale stop della Banca Popolare Cinese ha giocato a sfavore del bene rifugio.