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ORO - 03/01/2012

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Il 2011 è stato senza ombra di dubbio un anno caratterizzato da una volatilità senza precedenti. L’Oro, infatti, ha fatto registrare un’impressionante oscillazione che lo ha portato da un minimo di 1.308 $/oz a fine Gennaio al raggiungimento del massimo storico di 1.920 $/oz nel mese di Settembre, per poi crollare nell’ultima parte dell’anno fino a 1.512 $/oz. Attualmente ci troviamo in una fase di rimbalzo tecnico, con il Metallo Giallo che punta nuovamente verso i 1.600 $/oz.

La forte liquidazione a cui abbiamo assistito nelle ultime settimane è stata causata dall’ulteriore aggravarsi del futuro dell’Eurozona, che ha innescato un meccanismo di corsa al Dollaro, anziché all’Oro, il quale ha indebolito la maggior parte delle materie prime. Infatti, negli ultimi due mesi del 2011 l’Unione Europea è stata colpita dalla più grande crisi politico-economica dalla nascita dell’Euro. Si è avvicinata molto, peraltro, la possibilità di una disgregazione dell’Euro e della fuoriuscita di alcuni paesi in forte difficoltà dall’Eurozona. Quello che certamente è emerso dalla recente cronaca, è stato il forte disallineamento tra i vari paesi europei e la grande fragilità dell’Euro. Questo ha spinto il Cross Eur/Usd verso il minimo annuale di 1,2856 Eur/Usd. Il crollo dell’Oro, però, è stato causato anche da un bisogno impellente di liquidità da parte del mercato, che ha venduto gli assets in portafoglio più facilmente monetizzabili come il Metallo Giallo (anche in vista del fine anno per la stesura dei bilanci). Inoltre, la scorsa settimana è stata caratterizzata da una scarsa profondità del mercato, in cui i volumi bassi, causati dall’assenza di molti operatori per le feste natalizie, ne hanno incrementato la volatilità.

Dal punto di vista finanziario, possiamo notare un andamento conservativo nelle quantità di Oro fisico detenuto da parte dei Gold ETFs nell’ultimo mese, che sono rimasti stabili sulle 2200 Tonnellate. Per quanto riguarda le posizioni finanziarie al COTR, invece, notiamo un importante decremento nelle Net Long Positions, il 27 % circa solo nell’ultimo mese, passando da 25 a 17,3 Mln di Once, il livello più basso dall’Aprile 2009.

Dal punto di visto grafico, possiamo apprezzare dal grafico la classica Bear Trap (trappola ribassista) sulla trendline di lungo periodo. Infatti, la scorsa settimana, il Metallo Giallo, spinto dagli scarsi volumi, ha rotto al ribasso la trendline rialzista iniziata in Ottobre 2008. Questo ha suggerito a molti che il trend dell’Oro fosse finito e che fossimo entrati in una nuova fase correttiva. In realtà, questo movimento si è ripetuto più volte negli ultimi anni, con rottura della trendline e conseguente entrata nel mercato delle “mani forti”, che tempestivamente hanno riportato il prezzo al di sopra di essa e posto le basi per il futuro trend rialzista. Al momento ci aspettiamo un ritorno sui 1.600 $/oz e in seguito una fase di consolidamento intorno a questa soglia. Dalla prossima settimana i grandi volumi potrebbero nuovamente tornare a spingere il prezzo al rialzo, ma l’attenzione resta alta sull’Eurozona, in quanto stiamo vivendo momenti molto particolari in cui tutto può succedere.

Si consiglia la massima cautela nel prendere posizioni a causa dell'elevata volatilità ed incertezza.
 

Filippo Finocchi
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