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Marzo 2010

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Oro

 “Bullish sentiment nel mercato dell’oro”

Il prezzo dell’oro nei primi due mesi del 2010 ha mostrato una forte volatilità con circa 100 dollari di escursione. Dopo il massimo storico registrato il 03/12/2009 a $1.226 le quotazioni hanno oscillato tra $1.162 a fine Dicembre e $1.044 a inizio Febbraio. Da questa data i prezzi hanno subito un forte incremento, raggiungendo la soglia attuale di $1.136. Nelle precedenti giornate è stata superata al rialzo la resistenza a $1.127, che oltre a coincidere con indicazioni di carattere tecnico, ha certamente valenza di soglia psicologica di rilievo. Anche i fondamentali forniscono targets al rialzo. Le previsioni dei forecasters di LBMA per il 2010 considerano possibile il raggiungimento di $1.394. La medesima visione rialzista a lungo termine è palesata anche dalle più grandi banche mondiali (es. Goldman Sachs, Scotia Mocatta, Deutsche-Bank). Nelle ultime giornate abbiamo inoltre assistito ad un consistente incremento nell’acquisto di tonnellate di Oro da parte dei Gold ETFs, segnale di un nuovo interesse per il Metallo Giallo. Le grandi paure per le sorti della Grecia e di altri paesi Europei a rischio di default, hanno portato incertezza in tutti i mercati, scatenando la corsa al “bene rifugio” da parte degli investitori. Tale frenesia ha prodotto una contrazione della correlazione inversa con il Dollaro, tanto da assistere a sessioni di forte recupero del Biglietto Verde e contestuali rialzi dell’Oro. Questa insolita situazione ha provocato un incremento del prezzo dell’Oro denominato anche in altre valute; contro euro l’Oro ha superato più volte i massimi, realizzando il massimo storico il 02/03/2010 a 837 euro/oz; nella stessa giornata l’Oro ha realizzato i massimi storici anche contro Yen a 107.700  yen/oz e contro Sterlina a 757 pounds/oz. Questo può significare che, almeno nel breve periodo, il deprezzamento o apprezzamento del dollaro sia al momento la variabile meno significativa per quanto riguarda la formazione del prezzo dell’Oro. Di conseguenza, viene meno, per il momento, la componente dollaro quale principale “mover” del prezzo. Ovviamente il clima di sfiducia generalizzato, la crisi economico-finanziaria, le difficoltà del sistema bancario ed uno scenario geopolitico ancora instabile, sono terreno fertile alla crescita di domanda per assets “sicuri” come l’Oro. La domanda è inoltre ben supportata da tassi di interesse reali molto bassi, in alcuni casi negativi, da timori inflattivi causati dalla grande quantità di liquidità inserita nel mercato e da un Dollaro malato, che soprattutto negli Stati Uniti, stanno indirizzando le decisioni Economiche ad una politica fiscale e monetaria più restrittiva. Tutto il denaro inserito nel mercato potrebbe portare il prezzo dell’Oro presumibilmente verso il massimo storico, quota alla  quale potrebbe verificarsi un’ulteriore attenuazione della domanda di gioielleria e il potenziale aumento dell’offerta di Scraps. Anche le Net Long Position al COTR sono approssimativamente scese da più di 30 a  23 Milioni di Once circa negli ultimi mesi, per rimbalzare a più di 25 Milioni nell’ultima settimana, a conferma del Bullish Momentum. Dal punto di vista minerario, la Cina conferma la propria leadership come primo produttore mondiale. Inoltre le recenti dichiarazioni da parte del Governo Cinese di voler acquistare le rimanenti 191 tonnellate d’Oro dall’IMF, sono probabilmente l’evento più importante del mercato Toro dell’Oro degli ultimi 10 anni. Peraltro, la conquista del primo posto è stata aiutata in parte anche dalla continua perdita di quote di produzione del Sudafrica (es. Chris Hartnady ha dichiarato che le miniere di Witwatersrand sono esaurite al 95%, con conseguente riduzione della produzione sotto le 100 tonnellate nei prossimi 10 anni). In conclusione riteniamo che la tendenza di medio/lungo periodo resti ancora improntata al rialzo. Nel breve la forte volatilità e l’incertezza sul futuro restano le vere incognite.

Argento

 “Tiene e rimbalza grazie all’oro”

In scia con l’Oro, l’Argento sta continuando il suo Trend rialzista a lungo termine, dopo un periodo di forte indecisione a quota $14,6. Così come tutti i metalli industriali, ha risentito e risente della crisi economica in atto, tanto che attualmente il metallo bianco dovrebbe presentare un surplus di produzione. In questo contesto il gap può essere riempito solo dalla domanda da investimento che a dispetto del crollo del 2008, continua a rimanere costante, con investitori che continuano a scommettere e diversificare in argento. Per quest’anno si prevede un aumento della domanda; le previsioni a lungo termine stimano un aumento delle quotazioni con il possibile raggiungimento di $19,4, anche se nel breve periodo potremmo assistere ad un andamento oscillante, con possibili low target a $15.  

 Eur/Usd

 “Dollaro forte o Euro debole?”

Il dollaro prosegue nel recupero contro Euro raggiungendo quota 1,364. Le ragioni del recupero del Dollaro risiedono soprattutto nel significativo deterioramento del quadro macro-economico europeo. Le notizie di possibili default di stati sovrani quali Spagna, Portogallo ma soprattutto Grecia, hanno infuso nei mercati disorientamento e paura per le sorti future del Vecchio Continente. I conti in rosso di questi stati hanno causato una correzione nei listini azionari e provocato un continuo e perentorio apprezzamento del Biglietto Verde. I dati sulla disoccupazione sono preoccupanti e sono nati timori per i deficit di bilancio di alcuni Paesi membri. Oltre agli stati europei sopra menzionati, sono usciti anche “rumors” attinenti alle preoccupanti situazioni economiche dell’Irlanda e dell’Italia. Queste news hanno condotto la valuta europea ad una profondo discesa anche se per il momento sembrerebbe aver raggiunto un buon supporto. A influenzare ulteriormente il Cross Eur/Usd sono state le inattese decisioni della FED di alzare i tassi di interesse di un quarto di punto percentuale, fornendo così un po’ di fiducia in più sul futuro degli Stati Uniti. L’amministrazione Obama cerca in tutti i modi di scongiurare ogni possibilità di una seconda forte recessione anche se ancora i dati sulla disoccupazione Americana non sembrano rendergli merito. Ci attendiamo che l’UE decida di aiutare la Grecia e dunque prevediamo, anche sulla scia della preoccupazione per la svalutazione del Dollaro, un recupero della valuta Europea nel medio-lungo termine.

 
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